BIO Cantina Sociale Orsogna da anni sperimenta un nuovo modello di viticoltura sostenibile che ripensi i convenzionali metodi produttivi in un’ottica di tutela e incentivazione della biodiversità. In questa prospettiva è nato durante il 2024 un nuovo ambizioso progetto incentrato sulle numerosissime peschiere presenti nei vigneti dei suoi soci.
Partendo dallo studio naturalistico del territorio, con focus selettivo sugli ecosistemi delle peschiere e delle aree umide in genere, ci si propone il fine di un loro recupero e valorizzazione e soprattutto di una proposta di gestione ecocompatibile atta a favorire la salvaguardia di tutte le specie che in esse trovano un habitat di primo livello, in particolare quelle anfibie, ma anche di rettili, per le quali innalzamento delle temperature, prolungarsi dei periodi di siccità, alterazione degli habitat costituiscono fattori critici di minaccia. Tale indagine risponde alla finalità di conoscere, monitorare e tutelare la biodiversità del capitale naturale presente, la competizione con eventuali specie alloctone, ottenere informazioni sulla consistenza delle popolazioni, sulla loro distribuzione, sul successo riproduttivo e sulla loro stabilità da un anno al successivo.
Il progetto in questione ha per oggetto il censimento della flora e della fauna vertebrata e invertebrata presente nelle peschiere, con lo scopo di preservarle, di migliorarne la fruizione attraverso pratiche gestionali sostenibili da diffondere tra i soci e i proprietari, tra cui, importantissimo, l’obiettivo del risparmio della risorsa idrica. Il Progetto è articolato nelle seguenti fasi:
-> Studio del territorio di riferimento dal punto di vista naturalistico e geologico;
-> Individuazione e georeferenziazione di tutte le peschiere presenti;
-> Contatto con i proprietari e contestuale sensibilizzazione;
-> Rilievi per ogni peschiera, sia di tipo strutturale che botanico e faunistico;
-> Indagine storica sulla costruzione delle peschiere e le relative attività connesse;
-> Focus sulle pratiche gestionali sostenibili per la loro diffusione tra i soci e i proprietari;
-> Monitoraggio negli anni successivi.
Relativamente alla fase di censimento si stanno effettuando rilievi fitosociologici e floristici con metodo Raunkiaer e metodo Braun-Blanquet, rilievi faunistici con metodo IKA e IPA e l’analisi geologica.
È stato dimostrato che la perdita di biodiversità:
> crea un ecosistema più debole che sopporta meno disturbi, malattie, virus, intemperie;
> rende il suolo agricolo meno produttivo;
> 1/3 degli alimenti umani verrebbero meno senza impollinatori (api, vespe, farfalle, mosche, uccelli, pipistrelli) (130.000 piante hanno bisogno delle api per esistere);
> aumenta la vulnerabilità ai disastri naturali;
> riduce servizi ecosistemici essenziali per l’umanità: cibo, acqua, medicinali;
> diminuisce il livello di salute nella società;
> incide sulla sicurezza alimentare ed energetica;
> impoverisce le tradizioni culturali.
Le peschiere sono habitat artificiali, ma giocano un ruolo molto importante per diverse specie animali e vegetali.
In particolare:
> le aree umide negli ultimi secoli si sono ridotte di oltre l’85%, una grossa perdita che continua ancora e a ritmo molto elevato; la presenza di aree umide, immagazzinando grandi quantità di carbonio, incide positivamente sul clima riducendo il cambiamento climatico con i disastri naturali che esso comporta;
>il continuo ricambio idrico favorisce la riduzione dell’accumulo di eventuali sostanze chimiche dannose nell’ambiente, di origine naturale o antropica;
> le aree umide regolano i fenomeni idrogeologici, la depurazione delle acque, il controllo dell’erosione;
> le peschiere sono una grande fonte di biodiversità, sia a livello di specie che di habitat; le aree umide sono l’habitat per il 40% delle specie animali e vegetali esistenti;
>vi trovano rifugio specie spesso invisibili (piccoli Invertebrati), molte specie di Insetti e diversi Mammiferi, Rettili e Uccelli;
>sono vitali per gli Anfibi, tra gli animali in assoluto più minacciati della Terra (il 41% è a rischio di estinzione), perché si riproducono solo in acqua;
>gli Anfibi si cibano di piccoli animali fastidiosi per l’uomo (es. zanzare) o non graditi per gli effetti sulle colture;
> la perdita degli Anfibi sarebbe un disastro per la catena alimentare, di rane infatti si nutre qualunque altro animale carnivoro.
Se non gestite in modo opportuno, le peschiere perdono la loro importanza vitale per tutto l’ecosistema. La pulizia è necessaria per evitare un processo di interramento, ma deve essere fatta con alcune accortezze. Si consiglia quindi di seguire queste buone pratiche:
Non utilizzare la calce per la pulizia della peschiera.
Per attuare la pulizia attendere la fine del periodo riproduttivo, ossia non prima della fine di giugno.
Se possibile non effettuare la pulizia tutti gli anni.
Lasciare una fascia di vegetazione di circa 50 cm attorno alla peschiera; non tagliare le piante prima del periodo estivo.
Non immettere specie ittiche nella peschiera.
Se possibile, costruire piccole rampe o cumuli di pietra o muretti a secco a fianco della peschiera in modo da facilitare la salita e discesa delle specie anfibie.
Nel caso si stia pensando a una forma di ristrutturazione seguire i seguenti accorgimenti: non realizzare peschiere troppo alte, l’ideale sarebbe una vasca con una parete al livello del piano di campagna; creare una rugosità nelle pareti esterne e interne per facilitare l’arrampicata; evitare di fare peschiere col bordino esterno o interno.
Utilizzare il più possibile materiale naturale come pietre, mattoni, argilla, fango, e lasciare questo materiale a vista.
Evitare le resine poliuretaniche per l’impermeabilizzazione poiché impediscono la crescita di alghe e della rete trofica. Favorire l’attecchimento di muschi, licheni e piante sui bordi.
Favorire la presenza nel vigneto di infrastrutture ecologiche come siepi, cespugli, alberi, filari, fasce erbose, fasce boschive.





