Descrizione
ORIGINE DEL VITIGNO
Lo Chardonnay è un vitigno di origine francese, originario della Borgogna, da dove vengono i suoi vini più pregiati e famosi, e da qui si è poi diffuso fino a diventare uno dei più vitigni a bacca bianca più coltivati al mondo. Attualmente con lo Chardonnay si producono grandi vini nei luoghi più disparati del pianeta: Nuova Zelanda, Israele, Australia, California, Cile, Argentina e non da ultima l’Italia. Lo Chardonnay è così popolare che non ha praticamente sinonimi. L’incredibile varietà di componenti aromatiche che lo Chardonnay dona ai vini emerge in modi diversi a seconda dei terreni e dei climi dove viene coltivato, rendendo quindi la degustazione dei suoi vini un’esperienza sempre nuova.
TERRENI
Profondi argillosi con presenza di venature calcaree.
ALTITUDINE
Vigneti coltivati a 400-500 m s.l.m.
TIPO DI CONDUZIONE AGRICOLA
Biodinamica con certificazione Demeter e per la biodiversità (Biodiversity Friend®). L’azienda agricola biodinamica è un organismo vivente complesso, senza input esterni, in stretta connessione con l’ambiente a cui è legata da complesse relazioni. La concimazione, la coltivazione e l’allevamento sono attuati con modalità che rispettano e promuovono la fertilità e la vitalità del terreno che andranno a migliorare le produzioni vegetali e animali. Solo la viticoltura biodinamica, che porta in cantina uve “sane” e microbiologicamente “vive” è capace di affrontare la fermentazione spontanea che alla base dei vini biodinamici.
FORMA ALLEVAMENTO
Tendone o nel dialetto locale “la capanne”, una forma di allevamento espansa tradizionale del territorio abruzzese caratterizzata per una bassa densità di piante per ettaro (1.100-1.600) e capace di assecondare la naturale armonia dello sviluppo vegetativo della vite.
RACCOLTA E POTATURA
Nella coltivazione a tendone (capanne) la raccolta e la potatura sono esclusivamente manuale e strettamente legati al vignaiolo e alla sua piccola proprietà contadina. La sopravvivenza del tendone è strettamente collegata alla piccola proprietà contadina e di conseguenza alla cantina sociale che è composta da tante piccole aziende agricole a conduzione familiare.
LA FERMENTAZIONE SPONTANEA
I vini biodinamici sono a fermentazione spontanea. Per millenni le fermentazioni si sono svolte in maniera spontanea innescate dai lieviti presenti in natura i cosiddetti lieviti indigeni o autoctoni o selvaggi, diversi da zona a zona capaci di trasmettere al vino le caratteristiche uniche del luogo e dall’annata. Le fermentazioni spontanee, legate ai lieviti selvaggi, sono andate in difficoltà con la diffusione dei pesticidi ma anche dall’aggiunta dei solfiti sull’uva o nei mosti che uccide la microflora dell’uva (lieviti) e compromette la fermentazione. I vini biodinamici legano la loro complessità alla fermentazione spontanea legandosi soprattutto alla prima fase della fermentazione dove i lieviti apiculati (selvaggi), eliminati nelle fermentazioni convenzionali, impartiscono al vino l’impronta digitale del terroir microbico attraverso profili organolettici unici.
AFFINAMENTO
Vasche di cemento e bottiglia.
CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE
• COLORE dal giallo paglierino al giallo dorato.
• OLFATTO dipana profumi freschi di frutta gialla matura come ananas, mela e banana.
• GUSTO al palato è fresco, di grande beva, con una corretta acidità e un finale minerale al gusto.
TEMPERATURA DI SERVIZIO 10/12°C
ABBINAMENTO GASTRONOMICO
Si presta perfettamente a piatti di pesce, tartare, molluschi e crostacei, ma anche carni bianche e primi piatti leggeri.


