Descrizione
Malvasia: storia di un vitigno dal nome antico
La Malvasia è un vitigno dalla storia straordinaria: nato in Grecia, consacrato da Venezia, celebrato nelle corti europee per due secoli e ancora oggi oggetto di studio e dibattito. Il suo nome porta con sé il peso di una città-fortezza, di rotte commerciali medievali e di un ideale di vino aromatico e complesso che ha segnato il gusto di un’intera epoca. Comprendere le origini della Malvasia significa immergersi in uno dei capitoli più affascinanti della storia del vino europeo – un racconto in cui geografia, potere politico e piacere sensoriale si intrecciano indissolubilmente. Il nome Malvasia deriva per contrazione da Monemvasia, città greca arroccata sul Peloponneso il cui nome significa letteralmente “una sola porta”. All’inizio del Quattrocento, la Serenissima Repubblica di Venezia occupò il Peloponneso e con essa aprì una nuova stagione per questo vino prezioso. I mercanti veneziani intuirono immediatamente il potenziale commerciale della Malvasia e ne avviarono l’importazione su larga scala verso i grandi mercati europei. Tra il 1500 e il 1700, la Malvasia raggiunse l’apice della sua fama, affermandosi come il vino più ricercato e celebrato d’Europa. Presente sulle tavole dei nobili e nei registri dei mercanti, era simbolo di lusso e raffinatezza in un’epoca in cui il vino dolce e aromatico rappresentava il vertice del gusto. La Voce dell’Ampelografo: Il Conte Di Rovasenda “A mio avviso dovrebbero dirsi Malvasie solo quelle uve profumate che hanno il sapore speciale di Moscato un po’ amarognolo. Sono però troppe le uve a sapore semplice chiamate Malvasie […] nome che portano indebitamente“. Conte Giuseppe Di Rovasenda (1824–1913), autore del monumentale Saggio sull’ampelografia universale.
Il terroir microbico: l’artigiano invisibile del vino
Per millenni, la produzione vinicola ha seguito un processo naturale: raccolta, pigiatura e fermentazione spontanea guidata dai lieviti indigeni naturalmente presenti sulle bucce. Questi microrganismi – diversi da zona a zona, da vigneto a vigneto, da annata ad annata – sono i veri costruttori dell’identità del vino. La ricerca scientifica ha riconosciuto che la comunità microbica del territorio è parte integrante del terroir. Ogni vigneto possiede una firma microbica unica e irripetibile.
L’uso di fungicidi, diserbanti o concimi chimici altera profondamente le popolazioni fungine. La scelta biodinamica preserva e arricchisce questa biodiversità essenziale. Una leggera pressatura estrae i lieviti indigeni dalle bucce. La fermentazione avviene in vasca senza controllo della temperatura: un atto di fiducia nella natura del vigneto.
Un vino a fermentazione spontanea è per definizione irripetibile. Porta in sé le condizioni climatiche dell’anno, la specificità del suolo e l’energia del territorio che lo ha generato.
La Spumantizzazione della Malvasia
Il percorso che trasforma l’uva Malvasia in un vino spumante aromatico: un processo tecnico raffinato che preserva l’identità profumata di uno dei vitigni più amati d’Italia. La qualità del prodotto finale dipende dalla cura con cui si gestiscono le prime fasi di lavorazione. Ogni passaggio è progettato per preservare intatte le caratteristiche aromatiche della Malvasia. Le uve vengono delicatamente diraspate e pigiate per liberare il succo senza alterarne i profumi delicati. Il mosto viene illimpidito per eliminare le parti solide in sospensione, ottenendo una base pulita e profumata. Il mosto illimpidito viene immesso nelle autoclavi che consentono la rifermentazione in un ambiente ermetico e completamente controllato, fondamentale per il Metodo Martinotti – detto anche Metodo Charmat. A differenza degli spumanti secchi – dove la fermentazione è portata a completamento – nella Malvasia la fermentazione viene bloccata intenzionalmente prima che tutti gli zuccheri vengano consumati dai lieviti. La temperatura nell’autoclave viene abbassata per inibire l’attività dei lieviti e arrestare la fermentazione al momento esatto desiderato e poco dopo la filtrazione fine elimina le cellule di lievito ancora presenti in sospensione, impedendo che riprendano la loro attività fermentativa una volta imbottigliato il vino. Il blocco avviene non appena il vino raggiunge circa 7,0-7,5 %vol di alcol, garantendo il giusto equilibrio tra effervescenza, alcol e dolcezza residua. Gli zuccheri non fermentati rimangono naturalmente nel vino – circa 49 g/lt – donando la dolcezza 100% naturale: deriva esclusivamente dagli zuccheri dell’uva non trasformati in alcol, senza aggiunte esterne di sorta.
Leggerezza naturale come scelta, piacere senza eccessi
La Malvasia Spumante: un vino che celebra la convivialità senza appesantire, dove ogni sorso è un invito alla leggerezza. I sette gradi di alcol della Malvasia Spumante non sono una limitazione tecnica, ma una scelta stilistica precisa e consapevole. La fermentazione interrotta preserva la dolcezza originaria del frutto e la sua straordinaria aromaticità, dando vita a un vino che sa essere festoso, profumato e irresistibilmente leggero.
La Malvasia Spumante brilla per la sua leggerezza calorica, rendendola la scelta ideale per chi vuole festeggiare senza rinunciare all’equilibrio e, rispetto ad un altro spumante, vanta una distinta personalità:
> Malvasia Spumante DEMI – SEC 7% vol ~ 458 kcal per bottiglia (0,75 lt)
La dolcezza naturale dell’uva si esprime in tutta la sua purezza, con una struttura leggera che non stanca mai. Perfetta dalla prima all’ultima bolla.
> Spumante EXTRA DRY 12% vol ~555 kcal per bottiglia (0,75 lt)
Una versione più secca e strutturata, con una maggiore presenza alcolica che si traduce in un apporto calorico più elevato — circa il 20% in più rispetto alla Demi-Sec.
Caratteristiche sensoriali
Un vino aromatico di grande piacevolezza che incanta con la sua dolcezza elegante, i profumi avvolgenti e la freschezza vivace. Una coccola per il palato, leggera e irresistibile.
Ogni sorso di Malvasia Spumante racconta una storia di profumi e sapori che si intrecciano in perfetta armonia. Ecco come si presenta ai sensi.
COLORE: giallo paglierino luminoso, spesso arricchito da riflessi dorati o verdognoli. Si presenta limpido e brillante, con una luce invitante che preannuncia la sua freschezza e giovinezza.
BOLLICINE: fini e briose, con una spuma intensa e persistente. Il perlage elegante è segno di una spumantizzazione curata, che aggiunge vivacità visiva e tattile ad ogni calice.
PROFUMO: il naso è intenso, aromatico e complesso. Fiori bianchi, mughetto, ciclamino e salvia si intrecciano con note di pesca bianca, albicocca, agrumi e un delicato tocco di miele.
SAPORE: delicatamente armonico, con una vivace acidità che bilancia la dolcezza e ne esalta la freschezza. Il finale è pulito, fruttato e invitante, lungo abbastanza da lasciare un ricordo piacevole.
Abbinamenti
La Malvasia Spumante è ideale per chiudere un pasto in bellezza. La sua vivace freschezza la rende versatile e sempre gradevole a tavola.
Temperatura di servizio
Per apprezzare al meglio le qualità organolettiche della Malvasia Spumante è fondamentale servirla ad una temperatura di 6°C – 8°C.
Calice Consigliato
Servi in un flûte o tulipano stretto: preserva il perlage a lungo e concentra i profumi floreali e fruttati verso il naso, esaltando ogni sfumatura aromatica del vino.

